CONDIVIDI
Continua senza sosta l’azione del M5S in Umbria finalizzata a far emergere opacità e conflitti di interesse che tengono al giogo da troppo tempo l’intera Regione che dovrebbe garantire a tutti, cittadini e imprese pari condizioni per competere.
Il 5 dicembre in Consiglio regionale si sarebbe dovuta discutere un’ interrogazione in merito al possibile conflitto di interesse di un dirigente della Regione Umbria, Andrea Monsignori, il quale risulta essere stato posto a capo della “commissione di valutazione” che doveva valutare i candidati per il “Progetto MARIE, Programma Med 2007-2013. Bando di selezione per la realizzazione di un Catalogo di Buone Pratiche sul miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici” (con DGR 716/2013 e DD 8237/2013).
Di tutti i progetti partecipanti, vinsero in 6, di cui 2 di questi (uno per ciascuna delle due categoria) erano stati presentati da una società di cui risulta socia la stessa moglie del dirigente. Per giunta, proprio la stessa appariva tra i firmatari dei progetti vincitori inseriti in quello che poi fu (ironicamente) chiamato “Catalogo delle buone pratiche”. Sarebbero poi segno di attenzione e approfondimento anche altri atti, firmati dallo stesso dirigente, di cui avevamo chiesto chiarimenti nell’interrogazione che è poi slittata a data da definirsi.
Un’azione in nome della trasparenza e della legalità, e a tal proposito, visti i mancati chiarimenti che sarebbero dovuti arrivare dalla giunta, chiederemo un approfondimento anche da parte delle Autorità competenti, al fine di verificare la eventuale violazione di norme amministrative e penali.
Del resto la normativa europea, nazionale e regionale sul tema è chiarissima e questa vicenda sembra presentare notevoli anomalie che andrebbero chiarite al più presto.
Purtroppo sembra che la risposta della Giunta si farà attendere per ancora molto tempo, ma vogliamo intanto far conoscere questa ulteriore vicenda, che speriamo possa essere smentita perché, a dispetto delle rassicurazioni della Presidente Marini, la squallida e odiosa pratica dei conflitti di interesse più o meno diretti, di cui ci siamo già occupati in varie occasioni, persiste fortemente all’interno della Regione Umbria ed è l’humus per quella mala politica che avvelena il libero mercato e l’economia locale, sempre più debole.