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aereoporto Perugia Sase, dimissioni

Lo scandalo FlyVolare sembra non avere fine. Si apprende in questi giorni dalla stampa che il Presidente della compagnia, Fausto Chiparo, sarebbe stato arrestato con le pesanti accuse di associazione a delinquere in bancarotta fraudolenta e riciclaggio. Secondo gli inquirenti l’organizzazione criminale spolpava numerose società mediante il ricorso a fatture per operazioni inesistenti, cessioni simulate, distrazioni patrimoniali per circa 35 milioni di euro e danno all’Erario per 30 milioni di euro.
Leggendo tutto questo, non si può non ricordare la pubblicità che fu data alla stipula dell’accordo (con il quale la Regione trasferì a Fly Volare 500.000 euro) e risuonano alla mente le auto-esaltazioni della Presidente Marini, che a giugno 2017 pontificava “il trasporto aereo in Umbria … grazie ai consistenti investimenti che abbiamo effettuato … potranno a breve effettuare un importante salto di qualità … Accanto alle risorse che abbiamo garantito … a favore del piano straordinario di sviluppo dell’aeroporto e delle tratte aeree, abbiamo potuto anche contare su risorse ordinarie che la SASE ha destinato agli investimenti, grazie ad una gestione rigorosa della società”.
Considerato ciò che è poi accaduto, è ora fondamentale capire se e quali controlli la Regione, SASE e Sviluppumbria fecero prima di regalare 500.000 euro pubblici alla compagnia e alla persone dietro di essa.
Il timore è che forse la politica abbia voluto velocizzare la stipula solo per poter fare l’annuncio prima dell’estate, ma ovviamente questo andrà verificato approfonditamente in tutte le sedi, politiche ed eventualmente giudiziarie.
Per queste ragioni come M5S abbiamo già chiesto le formali dimissioni dei presidenti SASE e Sviluppumbria a novembre.
Da allora il silenzio è d’oro: nessuna reazione, nessuna risposta e, soprattutto, nessun rispetto di quelle regole di buon senso che avrebbero istantaneamente imposto il passo indietro ad amministratori così poco attenti a una sana gestione delle risorse pubbliche.
Abbiamo già richiesto a SASE e Sviluppumbria tutta la documentazione sulla vicenda per comprendere a fondo, e senza pregiudizi, cosa sia veramente accaduto e le cause di questo ennesimo scandalo.
Come al solito, saranno ancora una volta i cittadini a pagare il prezzo di tanta irresponsabilità.