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Fondi POR-FESR, necessario più sostegno alle PMI

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Fondi POR-FESR 2014-2020
Quello che la Regione Umbria intendeva sostenere con il quadro strategico 2014-2020 era, almeno alle dichiarazioni, “una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva della regione nel più ampio contesto nazionale ed europeo“. Forse però, ad una prima analisi, qualcosa è andato storto, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto dell’inclusività.
Da una semplice rielaborazione dei dati pubblicati sul sito internet della Regione relativamente ai fondi assegnati dal POR-FESR 2014-2020 emerge un preoccupante fenomeno di accentramento, per il quale solo pochissime imprese ottengono la gran parte di questi soldi.
Venti imprese si sono accaparrate ad oggi oltre un terzo di tutti i finanziamenti pubblici concessi dal POR FESR 2014-2020 a soggetti privati. In una regione dove quasi il 95% delle aziende appartengono alla categoria delle piccole o micro imprese assistiamo ad un fenomeno del tutto imprevisto.
Nel totale le imprese private che sono riuscite a vedersi assegnare un contributo sono 445 per un totale di 43,6 milioni, e solo al 10% di queste imprese è spettato oltre il 50% del totale dei contributi. Ad un’ampia platea, per vari motivi, resta precluso l’accesso a tali finanziamenti.
Un evidente sbilanciamento nella distribuzione di risorse che rischia di far diventare i pochi già “grandi” sempre più grandi, marginalizzando chi rimane perennemente fuori dal giro.
Se si vuole veramente che l’economia umbra riparta, è fondamentale che la politica crei le opportunità di un concreto sostegno anche alle tante piccole e medie imprese umbre, che rappresentano la vera spina dorsale della nostra Regione e che da anni sono abbandonate alla crisi e ad un sistema sempre più asfissiante di burocrazia e stretta creditizia.
Le risorse pubbliche per lo sviluppo economico sono sempre meno e in tale contesto di crisi e di chiusura del credito bancario, un ruolo vitale è giocato dai fondi europei.
Senza voler mettere in dubbio la correttezza di queste imprese “pigliatutto”, che sicuramente rispetteranno la legge e i bandi, bisognerebbe forse intervenire ex ante, affinché vengano dati a tutti i mezzi concreti per poter beneficiare dei fondi europei, semplificando dove possibile le procedure e la documentazione, fornendo assistenza e know-how ad una platea più ampia possibile, premiando l’occupazione di qualità (ben retribuita e non precaria), l’etica, e il rispetto dell’ambiente.
Per realizzare tutto questo sarebbe importante che anche le associazioni di categoria forniscano formazione e assistenza a beneficio di tutti i loro iscritti, cercando la maggiore inclusività possibileche queste preziosissime risorse vadano sempre agli stessi.