Home _In evidenza Terni-Rieti: gli oscuri interessi di chi la fece passare sotto la discarica.

Terni-Rieti: gli oscuri interessi di chi la fece passare sotto la discarica.

LA TRISTE REALTA' DI UN'INFRASTRUTTURA QUASI TUTTA DA RIFARE. CHIARIMENTI URGENTI E NECESSARI DA REGIONE E ANAS

120
0
SHARE

Terni-Rieti, ovvero l’è tutto da rifare: pur avendo speso ben 220 milioni di euro per appena 10 chilometri di nuova superstrada, la tratta è ancora semi-incompiuta e, per il resto, malamente realizzata. Vediamo perché:

1) mai chiariti gli oscuri interessi di chi volle farla passare sotto la famigerata discarica di scorie della Thyssen Krupp, idea infausta, con infortuni e inabilità a carico di quei lavoratori che furono contaminati dalla pioggerella di metalli pesanti che scolavano nel tunnel dal soprastante immondezzaio, tuttora non completamente impermeabilizzato.
2) La questione dello svincolo di Terni Est, già pessimamente disegnato e, soprattutto, prossimo al collasso strutturale, tanto da esser parzialmente chiuso da settimane.
3) Il mancato collegamento dello svincolo di Terni Est con Via Breda e con l’AST, continuando frattanto a ingolfare la città di camion, visto che nemmeno esiste un Piano del Traffico pesante per la città e le Acciaierie continuano a sottoutilizzare la ferrovia -dove ammorbano quartieri residenziali con vecchie locomotive diesel: molte realtà tra i Paesi emergenti stanno più avanti di noi.
4) (non) abbiamo neanche il memorabile svincolo di Piediluco, ancora fermo, dopo anni e anni di attesa, con fallimenti, riprese e nuovo blocco lavori.
5) Il cedimento della soletta pedonale che si trova nella sezione superiore del tunnel Valnerina, ultimo preoccupante episodio di una valanga di anomalie concentrate in soli 10 chilometri, con imprevedibili costi ulteriori per le opere che saranno ritenute necessarie.
Si torna dunque all’antico, con una marea di TIR aggiuntivi a invadere la città di Terni: entro il prossimo Consiglio regionale la Giunta e ANAS dovranno indicare con urgenza cosa concretamente fare, fornendo tempistiche certe per la riapertura di questa importante arteria, auspicabilmente chiarendo le estese responsabilità di tale ennesimo disastro infrastrutturale e amministrativo. Ma in un’Umbria la cui spina dorsale stradale E/45 sta peggio che mai, c’è ben poco da sperare