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benessere animale legge non attuata

Nonostante importanti risultati ottenuti in questi tre anni, ogni giorno otteniamo ulteriori conferme del fatto che l’Umbria è una regione alla rovescia. L’Assemblea legislativa, organo realmente rappresentativo dei cittadini, dovrebbe controllare e indirizzare l’operato della Giunta e della Presidente. Invece quei pochissimi poteri di indirizzo e controllo della minoranza sono spesso vissuti con estrema insofferenza, come dimostrano varie richieste di accesso atti senza risposta, ostinati dinieghi, interrogazioni scomode non ammesse, leggi lasciate nei cassetti e persino la volontà di cambiare statuto e regolamento per scongiurare altre commissioni d’inchiesta create dalla minoranza.
Svariate importanti leggi regionali approvate, come quella sul benessere animale, all’epoca propagandata dalla maggioranza, sono poi rimaste lettera morta.

Questa schizofrenia normativa sembra spiegarsi solo con la volontà di raccogliere consensi e voti prima delle elezioni, salvo poi abbandonare tutto fino alla successiva campagna elettorale. Nel frattempo si lascia tutto non funzionare.
Lunedì in “Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale” ho avuto conferma in merito alla legge sul benessere animale, propagandata da anni e poi approvata nel 2016 (con entusiastiche dichiarazioni) e ancora inattuata proprio a causa dei mancati decreti attuativi della giunta regionale. Un esempio tra tanti.

Mi chiedo allora che significato ha mantenere la costosa Assemblea legislativa se non quello di dare una parvenza di democrazia a questa monarchia mascherata. Tanto varrebbe abolirla con i suoi uffici, facendo risparmiare ai cittadini decine di milioni di euro ogni anno e soprattutto l’ipocrisia di una democrazia rappresentativa che non c’è più da tanto.
I cittadini se ne sono accorti e noi, nonostante tutte le resistenze nascoste ad ogni livello, faremo tutto in nostro potere per provare ad attuare le leggi regionali, ridare dignità all’Assemblea o almeno per far conoscere verità scomode.