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Acciaierie e polemiche strumentali.

OGGI MARINI IMPAZIENTE COL GOVERNO, MA PER ANNI REMISSIVA E SILENTE

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acciaierie marini smemorata

Acciaierie di Terni. Leggiamo che la presidente di Regione chiede ancora una volta un incontro al MISE con il neo ministro Luigi Di Maio, lamentando presunti ritardi nella convocazione del tavolo. Frattanto richiama tutti gli eletti a una riunione regionale straordinaria il 2 agosto p.v.

Per chi avesse perso la memoria, è bene sapere che il Governo Gentiloni accordò il precedente appuntamento il 14 dicembre -con risultati non pervenuti- tre mesi dopo la richiesta di Regione e sindacati, datata 21 settembre. E, per quei tre mesi, come per altre analoghe attese, non venne udito un solo lemma. Nulla.

Oggi si sta agitando strumentalmente l’istanza, pur dopo avere il PD consentito di tutto -e per anni- sia ai tedeschi di Thyssen che ai loro fiancheggiatori in loco, dopo aver assecondato la creazione di quello Stato nello Stato che, da tempo, ha sede presso le Acciaierie di Terni, avendo pure fatto calare il silenzio sull’estesa, drammatica, certificata corruzione interna.

Mai una parola da questi politici, financo nazionali, nemmeno sull’ammorbamento di inquinanti a Terni e in mezza Umbria meridionale; mai una voce dal sen fuggita, neanche dopo aver ampiamente trascurato i lavoratori esposti all’amianto. Stessa inerte condotta su molto altro, perché l’importante, invece, era -e resta- evitare di disturbare il teutonico manovratore.

Il Ministro Di Maio e il Governo Conte sono vigili e pienamente informati in merito allo status quo e alle prospettive dell’inox per Terni e l’Italia, nell’attuale contesto tedesco-europeo e mondiale.

Poiché la procedura presso il MISE è formalmente aperta, si prega dunque gli istanti –oggi impazienti, ieri assai accomodanti – di mostrare maggiore onestà intellettuale o, almeno, la stessa creanza manifestata nei confronti dei vecchi e inconcludenti governi