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Umbria nuovamente peggiore per PIL. Basta propaganda.

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PIL umbria crisi peggiore

Per il secondo anno consecutivo l’Umbria si attesta come peggiore Regione d’Italia per andamento del Prodotto Interno Lordo. Il calo è di ben -1%, molto peggiore del -0,2% delle Marche e il -0,1% del Molise. Tutte le altre Regioni hanno registrato un incremento, anche significativo.
Il calo cumulato 2008-2014 del -17,1% (il secondo peggiore in Italia) dimostra che il tragico sisma 2016 non può essere l’unico capro espiatorio di questi dati devastanti.
Le cause del disastro economico della nostra Regione sono molteplici e si intrecciano con anni di scelte politiche sbagliate o inesistenti, sprechi e risorse dirottate verso progetti inutili, poca meritocrazia ed evidenti favoritismi. Un “meccanismo” vero e proprio, che ha alimentato un sistema di potere sottraendo risorse al mondo produttivo.
La giunta e la maggioranza non possono più far passare come “bicchiere mezzo pieno” un bicchiere ormai completamente vuoto.
In questo senso, vigileremo affinchè i contributi che la giunta vuole stanziare a sostegno dell’editoria non diventino un ulteriore bavaglio, che già si aggiunge al rischio di querele temerarie ai giornalisti: infatti anche propagandando la storia dell’ “Umbria eccellenza a tutti i costi”, i problemi continuano ad esistere, diventando sempre più grandi. Solo prendendo consapevolezza della verità possiamo veramente aiutare le tante eccellenze locali che stanno morendo nel silenzio generale.
La politica dovrebbe intraprendere immediatamente una seria indagine e analisi dei risultati ottenuti con le risorse che la Regione ogni anno eroga, a partire da Gepafin e Sviluppumbria. Si potenzi ciò che funziona e si abbandonino i progetti fallimentari, gli sprechi e le clientele (ciò che spesso porta più voti).
In questa opera di revisione generale, il primo passo sarà l’istituzione di una commissione consiliare d’inchiesta su Sviluppumbria, ai cui vertici vorremmo rispettosamente ricordare che i loro datori di lavoro (cioè coloro che pagano i loro lauti compensi) sono i cittadini umbri, non la giunta o il partito di maggioranza, che poi oggi è il Movimento 5 Stelle.

 

Maria Grazia Carbonari  –  Andrea Liberati

M5S Regione Umbria