Home _In evidenza Cascata delle Marmore: cassaforte per pochi.

Cascata delle Marmore: cassaforte per pochi.

72
0
SHARE
cascata marmore cassaforte per pochi
Per aiutare davvero la Cascata delle Marmore occorre che la nuova Giunta comunale di Terni metta in campo un lavoro straordinario, anzitutto nei confronti della Regione Umbria.
Primo punto all’ordine del giorno deve essere l’apertura H/24 e regolamentata della Cascata stessa, monumento naturalistico che invece, da decenni, è tenuto illegalmente e artificiosamente chiuso, una ‘Cascata a ore‘ che sa tanto di paesaggio fasullo, frutto del totale servilismo verso i boss dell’energia idroelettrica, fenomeno che unito a misero provincialismo e crassa ignoranza delle élite produce il nulla che sappiamo.
Solo con la cancellazione dell’attuale regime di chiusura, si potrà restituire al mondo un’esperienza autentica e, soprattutto, attrarre un flusso di turisti ben superiore all’attuale, come dimostrano esperienze analoghe a livello planetario.
Diversamente la Cascata resterà la solita cassaforte per pochissimi che tutti conosciamo; naturalmente pure il prossimo Ferragosto si leveranno proteste perché qualcuno la chiuderà tra le 13 e le 15: si è mai visto altrove chiudere quotidianamente una Cascata, come se ‘andasse a pranzo’ o ‘a dormire’ o ‘in letargo’ d’inverno?
Abbiamo protestato mille volte per simili motivi, ma i politici locali non hanno mai fatto nulla di veramente scomodo per cambiare le cose -tipo ribaltare qualche tavolo che conta.
Da un diverso rapporto con Regione e concessionario idroelettrico -quindi con la schiena finalmente diritta- discenderà anche la possibilità di effettuare investimenti veri pro futuro, avviando il recupero delle ingentissime somme, decine e decine di milioni di canoni idroelettrici, finora incassati e trattenuti dalla Regione Umbria, senza che Terni abbia mai chiesto e, quindi, ricevuto nulla, se non l’elemosina di € 1,2 mln lo scorso anno, denari peraltro strettamente condizionati a progettazioni specifiche in tema ambientale.
Fondamentale poi -ed entriamo nell’ordinarietà amministrativa- sarebbe eliminare l’orribile stazione di servizio ivi presente, ancorché un esteso degrado visuale purtroppo accompagni il visitatore lungo tutta la Bassa Valnerina ternana.
Male non sarebbe, infine, se una palla da demolizione abbattesse rapidamente anche quella sorta di osceno mausoleo che, presso il Belvedere Inferiore, racchiude al suo interno l’area commerciale, complesso stilisticamente antiestetico, con bagni impresentabili e negozi vuoti, mentre le (poche) attività in esercizio, tra qualità e cineserie, combattono con umidità e muffe, sottoposte pure a pesanti canoni da un Comune che finora non li ha mai ascoltati: nella speranza di veder presto demolito il tutto, si potrebbe almeno piazzarci una seconda biglietteria, come già accaduto in passato, soprattutto prevedendo di poter pagare il ticket per le Marmore finalmente anche on line (benvenuto futuro!), oltreché con il POS, come ogni realtà turistica già fa ovunque nel 2018.
Infatti, chi volesse visitare la Cascata, scoprirebbe che a Terni si (stra)paga il biglietto in loco e solo in contanti, ammassando i turisti in un edificio anonimo e poco accogliente, con un’arretratezza e un’insensibilità da far invidia a certe realtà malamente amministrate del profondo Sud.
Andrea Liberati – M5S Umbria
Luca Simonetti – M5S Terni