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EBM ALTHEA rischio chiusura

EBM Althea. Ci siamo più volte occupati della delicata e triste vicenda dei circa 60 lavoratori della Elettronica Bio Medicale di Foligno che rischiano il proprio posto di lavoro a seguito della “riorganizzazione” imposta dalla nuova capogruppo Althea, che avrebbe cancellato la sede umbra dal nuovo piano industriale, mettendo questi lavoratori di fronte al dilemma tra il trasferimento in altre sedi lontane o la perdita del proprio impiego.

Questa vicenda, si intreccia con quella del mega-appalto per la manutenzione delle apparecchiature sanitarie da circa 72 milioni di euro che le ASL e aziende ospedaliere umbre hanno indetto qualche mese fa attraverso Umbria Salute, vinto proprio da EBM, di recente acquisita da Althea. Oltre alla grave crisi occupazionale in corso, a rischio potrebbe essere anche la prestazione dei vitali servizi di manutenzione che tale impresa dovrebbe svolgere. I sindacati da tempo denunciano “non stiamo più erogando servizi di qualità alla pubblica amministrazione (precisamente alla sanità umbra, ndr), ad esempio fatichiamo a consegnare i pezzi di ricambio, a dare risposte ai tecnici che operano sul territorio e, tanto per dirne una, si finisce col pagare le penali”.
Nei giorni scorsi tutti i membri della Terza Commissione, l’assessore Barberini, Umbria Salute e altri soggetti sono inoltre stati messi a conoscenza di preoccupanti notizie secondo cui altre aziende sanitarie avrebbero risolto i contratti stipulati con Althea Italia Spa a causa di “inappagante esecuzione contrattuale, oggettivamente lontana dagli standard qualitativi attesi ed esigibili” e facendo riferimento a “gravi e insanabili difficoltà”.
Ieri stesso ho inviato una lettera all’Assessore regionale alla Salute, Luca Barberini, Umbria Salute e a tutti i membri della Terza Commissione affinché venga verificata immediatamente la qualità dei servizi forniti ad ospedali e aziende sanitarie e, in caso di eventuali criticità, si intervenga immediatamente con le misure atte a garantire la sicurezza dei pazienti degli operatori.
Riguardo ai lavoratori di EBM, l’assessore Barberini avrebbe dichiarato un mese fa “per quanto riguarda l’appalto regionale vinto da Ebm …né il bando può diventare un’arma di ricatto … ci riserviamo comunque di verificare se le condizioni del progetto presentato, che quindi hanno formato punteggio, prevedevano determinate presenze capillari sul territorio. Se tutto ciò è stato oggetto di valutazione e successivamente verrà meno valuteremo cosa fare”.

Quale è stato l’esito di questo controllo? La Regione cosa intende fare per proteggere quei posti di lavori e l’immenso know-how che rischia altrimenti di scomparire?