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Verrebbe da ricordare a qualche capo di maxicoop che non sempre e non tutte le ciambelle riescono col buco: non è andato in porto il maldestro tentativo di tapparci la bocca su affari & politica.
Il GIP del Tribunale penale di Perugia, sulle basi del legittimo diritto di critica e del rilevante interesse pubblico, ha infatti archiviato definitivamente la querela presentata a suo tempo dal noto top manager Danilo Valenti, capo della COSP Tecnoservice, in merito al carattere asseritamente diffamatorio di alcuni nostri comunicati.
L’aspetto più volgare di questa storia resta la farneticante pretesa risarcitoria, una somma abnorme, € 4.000.000, “una mensilità di fatturato dell’impresa” richiesta dal gentiluomo per conto di una maxicooperativa che peraltro vive di commesse e risorse pubbliche, dunque soggette naturaliter al sindacato ispettivo degli eletti.
In questi due anni noi abbiamo comunque continuato a fare la nostra parte, resistendo senza tentennamenti e senza condiscendenza alcuna nei confronti di chi crede di poter adire i giudici con faciloneria, difendendo la primazia della buona politica. Avevamo ragione.
Resta ovviamente in piedi, sia sul piano nazionale che locale, la grande e irrisolta questione del rapporto tra affari & politica, della mancanza di tensione morale in parte degli eletti, vicenda che abbassa le difese dello Stato dinanzi a speculatori più o meno arrembanti.
Il tempo da noi perso dietro queste inutili controversie giudiziarie è stato certamente sottratto anche a tematiche cruciali:tale archiviazione sarà pertanto lo sprone per un M5S ancor più forte e attento sull’emergenza -ancora aperta- e sull’anelata ricostruzione post-sisma. Ricostruzione che ancora non c’è, anche a causa dell’elefantiasi burocratica e dell‘iperlegiferazione, con sovrapposizione di norme e ordinanze, con antinomie e discrasie, tanto da spingere molti professionisti a rinunziare a priori nel presentare istanze di ricostruzione anche solo ‘leggera’ per conto delle famiglie terremotate: in un simile quadro, grande è il lavoro che resta da fare anche in Umbria.
In particolare, il nuovo disegno di legge regionale in materia non convince affatto architetti, ingegneri, geometri e geologi, così come abbiamo appreso nel corso delle audizioni di queste settimane: anziché semplificare, la Regione rischia quindi di complicare ulteriormente, cancellando le residue speranze di ricostruire non solo i nostri antichi borghi, ma soprattutto le comunità socio-economiche, prima del loro irreversibile spopolamento