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#SosteniamoLaCanapa, proposta di legge del M5S Umbria

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La presente proposta di legge intende promuovere la coltivazione della canapa nel territorio della Regione Umbria, aspirando alla realizzazione di una filiera della canapa industriale.
La canapa offre oggi ampie e riconosciute possibilità di sviluppo e utilizzo nel campo industriale. Dalla sua coltivazione si può produrre:
fibra naturale (lunga): ottima per ricavare cordami, tessuti per tutti gli usi, vestiti, scarpe, tappeti, tendaggi, tele, carta, etc.;
fibra naturale (corta): utilizzabile soprattutto nella bioedilizia (pannelli isolanti e fonoassorbenti, geotessili per pacciamatura, imbottiture per auto, intonaci e cappotti isolanti per edifici, blocchi da costruzione misto calce/canapa, pellet/brichette di qualità), il canapulo può essere inoltre impiegato come materiale per la disoleazione di acque inquinate;
cibo per uso umano e animale: i semi di canapa sono altamente proteici, contengono aminoacidi essenziali e l’olio di semi di canapa è ricco di sostanze indispensabili per il sistema immunitario (Omega 3 e Omega 6), dalle foglie e dai fiori possono essere prodotti tisane, birra e caramelle;
solventi e olii combustibili: l’olio di semi di canapa è sempre stato utilizzato come miglior solvente naturale – non inquinante – per vernici, molto diffuso anche come olio combustibile fino all’introduzione del petrolio;
medicinali: la canapa si è dimostrata essere una pianta dal grande valore terapeutico per la maggior parte delle malattie dell’uomo e di essere nel contempo una delle sostanze meno tossiche esistenti;
energia: la canapa è considerata su scala mondiale, la miglior fonte vegetale di biomassa per produrre energia. Potrebbe sostituire il petrolio e tutti i suoi derivati a un costo concorrenziale, ma con un impatto ambientale enormemente inferiore;
carta e cartone: la carta di canapa ha una resistenza enormemente maggiore di quella ricavata da alberi e non necessita il loro abbattimento. La sua produzione danneggia molto meno l’ambiente;
cellulosa: la polpa di canapa è per il 71% cellulosa. Può essere usata, oltre che per la carta, in sostituzione di tutte le materie plastiche;
bioplastiche: è possibile produrre oggi materiali biocompositi in sostituzione della plastica con caratteristiche di maggior resistenza e leggerezza, utili anche per la tecnologia di produzione di cui si avvale la stampa 3D.

L’Italia fino a inizi Novecento era il secondo produttore mondiale di canapa, dopo l’Unione sovietica, con oltre 80mila ettari coltivati contro i circa 1.500 scarsi. La lunga interruzione della coltivazione sul territorio nazionale rende difficile oggi il suo rilancio.

Le modalità di coltivazione devono essere di nuovo messe a punto, ed anche i processi di lavorazione della materia prima dovrebbero essere riprogettati. Sono necessarie nuove tecnologie e un sostegno alla ricostituzione della filiera agro-industriale della canapa. Dal lato della domanda, il mercato sarebbe pronto a ricevere i prodotti della canapa. Esistono già ora centinaia di imprese in tutto il mondo che usano materie prime provenienti dai paesi che non hanno mai interrotto la coltivazione, per cui, al di là di considerazioni di carattere ambientale, c’è tutto un settore che si sta spostando verso una produzione basata su materie prime naturali e riciclabili, sostitutive del
petrolio e dei suoi derivati.
Altro asset importante per lo sviluppo di nuove filiere della canapa e senz’altro la possibilità di rigenerare terreni inquinati con forme di fitorimediazione che si lega allo sfruttamento in ambito industriale della canapa attraverso la realizzazione di un ciclo chiuso che parta dalla bonifica delle aree di territorio contaminate per arrivare alla verticalizzazione industriale nell’ambito della produzione di bioplastiche e nuovi materiali.
Ciò darebbe sicuramente impulso a superare quelle debolezze strutturali dell’Umbria in materia
di innovazione, incrementando la spesa in R&S delle imprese (ad oggi pari allo 0,24% del Pil), aumentando la quota di occupati nel settori dei servizi ad elevata intensità di conoscenza che in Umbria presenta valori inferiori alla media nazionale.
La legge 2 dicembre 2016, n. 242 “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” e le numerose proposte normative che stanno percorrendo il proprio iter in numerose Regioni italiane e in vari Paesi esteri, consentono di poter ritenere che anche l’Umbria possa proporsi come attore principale circa la rinascita della filiera della canapa.