Home _In evidenza Vertenza Sangemini, no al bullismo aziendale verso i lavoratori.

Vertenza Sangemini, no al bullismo aziendale verso i lavoratori.

La Regione, titolare del potere vero -le concessioni- chiarisca dunque ai tagliatori di teste del Gruppo Norda il fatto che siamo in Umbria e non nella giungla.

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Stabilimento sangemini Terni

In vista degli incontri istituzionali sul caso Sangemini, occorre che la Regione Umbria sia finalmente rigorosa, soprattutto perché titolare dei poteri concessori sulle acque mineraliNon dimentichiamo che, come su altri fronti, anche questo tipo di concessioni pubbliche sono state spesso svendute, pure con abnormi termini di durata.

C’è bisogno di una condotta seria da parte di ogni protagonista: per questo, auspicando che la stessa famiglia Pessina prenda le distanze dai fatti di ieri, condanniamo decisamente questa sorta di bullismo aziendale che l’alta dirigenza Sangemini sembra aver ultimamente adottato contro le maestranze cui va il totale sostegno del M5S, vista pure l’estesa precarietà del lavoro.

La Regione Umbria dovrà certo chiarire in cosa sia consistita fin qui la vigilanza sull’accordo siglato con il gruppo Norda nel 2014. Soprattutto, adesso, almeno garantisca quegli investimenti finora mancati, dando impulso a nuove produzioni, valorizzando un asset che è l’immagine dell’Umbria intera.

Massima resti però l’attenzione, specialmente in un territorio depredato da tempo delle proprie risorse naturali -dalla Sangemini alla Rocchetta, senza soluzione di continuità- ricchezze scivolate per decenni nelle altrui tasche col beneplacito della politica, mentre al territorio restavano bricioline.

Serve un cambio di mentalità. Suggeriamo frattanto di smetterla con forzature e atti arroganti, assumendo viceversa un contegno rispettoso della storia e della dignità di chi ha contribuito per anni a garantire il livello internazionale del marchio e della qualità del prodotto.

La Regione, titolare del potere vero -le concessioni- chiarisca dunque ai tagliatori di teste del Gruppo Norda il fatto che siamo in Umbria e non nella giungla: si demarchi pertanto un netto confine tra come è stata gestita finora la vicenda e quel che invece accadrà in futuro. Occorre un preciso impegno di tutte le parti per una produzione volta alla piena occupazione, garantendo e supportando gli investimenti, promessi a più riprese dall’Azienda medesima