Home _In evidenza Caos sull’Ikea a Collestrada. Audizione surreale con Anas in Regione.

Caos sull’Ikea a Collestrada. Audizione surreale con Anas in Regione.

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…avranno bevuto alla fonte dell’oblio?
Stamattina si è infatti tenuta in Regione un’audizione surreale con ANAS per capire come affrontare il caso-caos IKEA a Collestrada, progetto che sarebbe poco definire di infelice collocazione.
Audizione surreale, perché molti eletti in Regione fingono di dimenticare che, appena tre anni fa, votarono un Piano del Commercio che assecondava de facto e copriva de jure gli interessi economici della Grande distribuzione organizzata, nel caso di specie a partire da quelli di COOP Centro Italia. 
Non pare un fatto casuale che IKEA sarà posizionata in quel luogo assurdo; nondimeno prosegue il gioco delle parti tra pezzi della sinistra e brani della destra, con attacchi reciproci di credibilità pari a zero, visto che ognuno di costoro ha brigato affinché si arrivasse a questo pessimo risultato, concentrando l’impossibile in un fazzoletto di terra, bloccando del tutto un traffico già oggi congestionato e quasi sempre a singhiozzo.
Audizione davvero surreale, perché, more solito, la Regione, dopo aver pianificato in modo pessimo l’urbanizzazione dei territori -e non solo a Collestrada– adesso vorrebbe rimediare. E come?!?
Anche tentando di andare avanti, cercando un’improbabile soluzione, ormai la frittata è fatta e, da tempo e per molti anni ancora, chi attraverserà quell’imbuto, sarà costretto ad attendere pazientemente in fila e non solo nelle ore di punta, mentre i residenti di Ponte San Giovanni potranno definitivamente mettersi l’anima in pace, dovendo subire ulteriori e gravissimi danni.
L’interesse generale a una pianificazione efficiente è stato così -ancora una volta- sacrificato sull’altare di un patto inconfessabile tra Regione Umbria e Comune di Perugia, con una collocazione insostenibile dal punto di vista ambientale, logistico, funzionale, con costi pubblici crescenti anche per le future quanto inutili complanari -è ANAS stessa a dirlo: tali opere non basteranno a ridurre i flussi veicolari, né la pressione sulla superstrada e sull’abitato.
I cittadini pagheranno un prezzo prevedibilmente importante anche sotto il profilo sanitario, nel trionfo generalizzato del particolato, apoteosi dell’inquinamento urbano: in compenso, avremo però l’ennesimo brand per comprare un mobile dafast food, facendo fallire gli ultimi artigiani e commercianti rimasti a tenere alto il vessillo dell’italianità. Eccellente, no?