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La libertà di scelta in tema di sostegno alla non autosufficienza è un aspetto fondamentale della tutela dei diritti umani. Un dogma non negoziabile se vogliamo costruire un percorso di civiltà e tutele a vantaggio dei più deboli .

Dobbiamo superare l’idea che l’assistenza sia una forma di carità, qui parliamo di diritti. Il diritto del disabile di scegliere il luogo , l’assistente e le modalità di cura , il diritto del familiare caregiver ad un sostegno per il suo impegno , il diritto degli assistenti a condizioni di lavoro adeguate e gratificanti. Quindi la massima attenzione nel predisporre gli strumenti più idonei ma soprattutto fornire risorse adeguate ai capitoli di bilancio e ai singoli utenti.

La Regione Umbria su questi temi è in ritardo più di qualunque altra regione italiana. In tutto il territorio assistiamo alla mancata presa in carico della persona non autosufficiente e dei familiari caregiver che se ne prendono costantemente cura. I servizi domiciliari esistenti oltre che sporadici (dalle 2 alle 8 ore settimanali ) sono quasi sempre inefficienti e lontani dalle reali esigenze dei cittadini. L’Unica scelta concreta verso la quale vengono indirizzate i disabili e le famiglie che non hanno mezzi economici adeguati è il ricovero permanente in strutture residenziali (Istituzionalizzazione).

L’UMBRIA E’ IN UN PROFONDO MEDIOEVO SOCIO-ASSISTENZIALE.

PORTIAMOLA TUTTI INSIEME VERSO LA MODERNITA’.

PERCHE’ #LIBERIDISCEGLIERE

LE TESTIMONIANZE DI CHI VORREBBE LIBERTA’ DI SCELTA.

ARGOMENTI

LE RAGIONI DELL’ASSISTENZA INDIRETTA: APPROFONDIMENTI E MATERIALI PER DIFFONDERLE.

COSA STIAMO FACENDO

LA LOTTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE PER FAR PREVALERE IL BENE DEI DISABILI E DELLE LORO FAMIGLIE ANZICHE’ GLI INTERESSI ECONOMICI E GLI AFFARISMI DI POCHI.

La nostra regione concede la miseria di € 50 (cinquanta!) al mese per l’assistenza domiciliare indiretta, ed appena otto ore a settimana di assistenza dalle solite Coop, con operatori spesso mal pagati. In Umbria, diversamente da altre regioni, non si può scegliere chi ci accudisce, vengono assegnati alle famiglie operatori spesso diversi di volta in volta. Al momento la regione destina alle Coop in appalti per servizi residenziali e domiciliari ben 78 milioni di euro, mentre in contributi economici diretti alle famiglie appena 1 milione e mezzo.

VOGLIAMO CAMBIARE QUESTO STATO DI COS0E