PER UN PIANO DEI RIFIUTI UMBRO CHE VADA OLTRE RIFIUTI ZERO, PENSANDO A NUOVI POSTI DI LAVORO E RISPARMI PER GLI UTENTI

L’Earth Overshoot Day è il giorno in cui, calcolando le risorse disponibili sulla terra in un anno, il consumo umano termina il capitale disponibile. Il giorno in cui si terminano le risorse è apparso per la prima volta nel 1985 quando al 31 Dicembre si è arrivati a ZERO risorse. Nel 1995 la soglia è stata raggiunta il 21 Novembre mentre nel 2014 il 20 agosto abbiamo raggiunto risorse zero. Questo significa che tutte le risorse che abbiamo usato dal 21 agosto 2014 al 31 dicembre le abbiamo “RUBATE” alle nuove generazioni.

Secondo le recenti proiezioni, si calcola che al 2050 la popolazione mondiale potrebbe superare la cifra dei 9 miliardi di persone.

L’estrazione di materie prime è passata da 42 miliardi di tonnellate del 2002 a 60 miliardi di tonnellate del 2011. Considerando i cosiddetti ‘flussi di materia nascosti’ (consumo di suolo, materiali inerti, ecc.) diventano 100 miliardi di tonnellate, per un consumo pro-capite in media di 14 tonnellate nel mondo. Un prelievo insostenibile delle risorse naturali se si pensa che il tetto massimo dovrebbe essere, secondo molti studiosi, di 6 tonnellate a persona annue.

I rifiuti rappresentano lo specchio dell’insostenibilità ambientale dei nostri comportamenti. Il 57,39% di quelli prodotti in Umbria finisce in discarica, e solo il 42,61% viene riciclato. Come si può pensare di consumare così tanta materia ed energia continuando ad estrarre materie prime per poi sprecarle inutilmente sotterrandole in discariche o bruciandole con costi sociali,economici ed ambientali elevatissimi?

I rifiuti sono troppo preziosi per essere semplicemente buttati via: con una gestione oculata è possibile “re-iniettarne” il valore nell’economia. Bisognerebbe parlare di “economia circolare”, ovvero di un sistema produttivo in cui le stesse risorse vengono utilizzate più volte, facendole girare attraverso il riuso ed il riciclo.

Il M5S vuole scrivere il nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti, perseguendo l’obiettivo “RiFIUTI ZERO”, rispettando la gerarchia di gestione dei rifiuti prevista sia dalla normativa europea che quella italiana.

PIANO REGIONALE RIFIUTI ZERO: IN COSA CONSISTE – ABBIAMO UN PIANO PER I RIFIUTI

MENO TASSE PER CITTADINI E IMPRESE, con la tariffa puntuale dei rifiuti. Gli scarti sono ricchezza economica, valorizzarli in materie prime seconde è un dovere. Ecco perché vogliamo che i profitti vengano reinvestiti nell’abbassamento delle tariffe e cittadini e imprese paghino solo per i rifiuti indifferenziati prodotti;

NUOVI POSTI DI LAVORO con la Zero Waste Industry e la filiera corta del riciclo. Promuoviamo la creazione di filiere industriali dalle materie prime seconde in veri e propri distretti del riciclo;

RIDURRE GLI IMBALLAGGI, attraverso l’adozione di un programma di prevenzione con incentivi e disincentivi. Sosteniamo cioè le imprese che vendono prodotti sfusi ed alla spina, che promuovono  la condivisione dei beni all’interno delle comunità anche attraverso il Peer to Peer(condivisione tra privati);

RIUSARE, attraverso i centri di recupero e riuso. Ogni centro può essere una miniera urbana, sperimentiamo il recupero e il riciclo delle materie prime presenti all’interno degli apparecchi elettronici (RAEE) come le terre rare, molto preziose e remunerative. Promuoviamo il baratto e lo scambio per donare una seconda vita ai nostri oggetti;

RICICLARE almeno l’80% dei rifiuti entro il 2020. Estendiamo a tutto il territorio la raccolta porta a porta mirata al riciclo e vietiamo il collocamento in discarica di tutti i rifiuti riciclabili e compostabili entro il 2020. Mettiamo la comunicazione e l’informazione al centro del processo di educazione dei cittadini;

TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO, per la gestione dei residui indifferenziati minimizzando il ricorso allo smaltimento nelle discariche.

NO INCENERIMENTO in ogni sua forma. L’incenerimento dei rifiuti distrugge materie e prodotti riutilizzabili generando gravi forme di inquinamento;

NO CONFLITTO D’INTERESSI. Le aziende che si occupano di raccolta dei rifiuti, e le aziende a loro collegate o controllate, non potranno gestire impianti di smaltimento.

PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E VALUTAZIONE DEL RISCHIO. TRASPARENZA E ACCESSIBILITÀ DEI DATI A TUTTI I CITTADINI

Negli ultimi anni l’informazione medico-scientifica ha promosso una nuova coscienza ambientale nella popolazione rendendo inefficaci le frottole della politica di fronte ad un’opinione pubblica sempre più consapevole. Spostare l’attenzione sull’incidenza di alcune patologie dalle cause ambientali a quelle individuali, come il fumo di sigaretta, alcool e consumo di carne non basta più.

La nascita di comitati e la sempre più importante attivazione diretta dei cittadini è il motore imprescindibile che ha promosso lo sviluppo distrumenti di difesa anche attraverso l’organizzazione di incontri con medici ed esperti. L’approccio scientifico e metodologico è l’unica strada percorribile per una corretta, condivisa e partecipata gestione delle criticità ambientali e valutazione del rischio.

AMBIENTE E SALUTE: ANALIZZIAMO GLI IMPATTI – LA TUA SALUTE PASSA PER QUELLA DELL’UMBRIA

VALUTAZIONE DI IMPATTO SULLA SALUTE (VIS), attraverso l’introduzione di una legge regionale che ne disciplini l’applicazione per tutti gli impianti industriale e produzione di energia di nuova realizzazione o in caso di rinnovo delle autorizzazioni;

MAPPATURA DELLE CRITICITÀ AMBIENTALI DELLA REGIONE pubblicata sul sito istituzionale della Regione. Ogni cittadino ha il diritto diconoscere i fattori di rischio nel luogo dove vive attraverso il censimento di tutte le fonti di esposizione nelle matrici aria, acqua e suolo, l’elaborazione di una mappa interattiva in cui venga segnalata la presenza dei SIR, delle discariche RSU e industriali;

ACCESSIBILITÀ E TRASPARENZA DEI DATI DEL REGISTRO TUMORI rendiamo leggibili e fruibili i dati del registro tumori ad ogni cittadino:

STUDI EPIDEMIOLOGICI SUI RESIDENTI ESPOSTI NELLE AREE DI RISCHIO in cui alla luce dei monitoraggi ambientali ci siano evidenti criticità.  Rilevamento attraverso centraline mobili allo scopo di ottenere una mappatura degli inquinanti e delle ricadute nelle varie zone del territorio in osservazione al fine di ricondurre gli stessi con le possibili fonti emissive. Due campagne di rilevamento, una estiva e una invernale. Individuazione di indicatori epidemiologici e rappresentazione cartografica tramite sistemi GIS che permetta di legare i livelli di esposizione alle sostanze nocive alla zona di residenza;

SCREENING E PRESIDI SANITARI NEI TERRITORI CON MAGGIORI FATTORI DI RISCHIO in cui siano state riscontrate evidenze epidemiologiche. Pianificare il servizio sanitario al fine di permettere un intervento capillare in cui sia presente il rischio di ammalarsi di specifiche patologie.

DIFENDIAMO LE NOSTRE RISORSE IDRICHE DALLO SPRECO E DAGLI INTERESSI DELLE LOBBY

“Se le guerre di questo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del secolo prossimo avranno come oggetto del contendere l’acqua. Le guerre dell’acqua non sono una prospettiva lontana nel futuro. Il conflitto è già in corso, anche se non è sempre visibile. Molti conflitti politici di questo tipo sono infatti celati o repressi: chi controlla il potere preferisce mascherare le guerre dell’acqua travestendole da conflitti etnici e religiosi.”
Da “Le guerre dell’acqua” ( Autore Vandana Shiva Traduttore B. Amato Editore Feltrinelli, 2004)

L’acqua è un bene comune e un diritto umano, un bene essenziale che appartiene a tutti. Un  referendum è stato indetto e vinto, per fermare la privatizzazione dell’acqua (primo quesito), aprire alla ripubblicizzazione dell’acqua (secondo quesito) ed eliminare i profitti dal bene comune acqua (terzo quesito).

Il M5S vuole scrivere il nuovo piano regionale per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali tenendo conto dei seguenti impegni:

  • ACQUA BENE PUBBLICO: porre la Regione come garante del rispetto dell’esito referendario, ripubblicizzare la gestione del servizio idrico, favorendo modalità di gestione favorendo modalità di gestione fuori dalle logiche del mercato e del profitto;
  • PER LE CONCESSIONI IN USO diminuire il prelievo di acque minerali per l’imbottigliamento abolendo gli emungimenti forzati e aumentando i canoni di prelievo secondo logiche di mercato, i cui profitti devono essere reinvestiti nei territori depauperati. Attuare le normative e le sentenze che regolano la gestione dei territori gravati  da usi civici e/o collettivi e applicare la normativa che sospende gli emungimenti in caso  di  emergenza idrica;
  • MAGGIORE TRASPARENZA SUI DATI E STOP ALLA CONTAMINAZIONE, dando massima pubblicità  costantemente delle analisi delle acque potabili e fermando qualsiasi opera di contaminazione delle falde che mette a repentaglio la salute dei cittadini.

M5S PROMUOVE LA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI IN TUTTI I SETTORI E LE RINNOVABILI (VERE)

La maggior parte dell’energia che si consuma oggi è prodotta ricorrendo alle cosiddette “fonti fossili”: petrolio, gas naturale e simili. Queste impattano negativamente sull’ambiente, sono infatti responsabili dei principali mutamenti climatici in corso e di gran parte delle emissioni di gas ad effetto serra, e sulla salute umana: secondo OMS una persona su otto muore per cause legate all’inquinamento generato dalla loro combustione. Oltre ciò sono fonti di energia non rinnovabile e pertanto destinate ad esaurirsinel volgere di breve tempo.

Nel linee guida della SEAR (Strategia Energetico Ambientale Regionale) la Regione dell’Umbria punta moltissimo sull’incentivazione all’uso di energia prodotta dalla combustione di biomasse o biogas, materie rinnovabili ma comunque molto inquinanti ed economicamente poco convenienti al di fuori di una logica di incentivazione pubblica, e poco sulla riduzione dei consumi.
Il M5S ritiene invece che, per minimizzare i fenomeni negativi generati dall’uso delle fonti fossili e rinnovabili da combustione occorra, in primo luogo, ridurre al minimo i consumi di energia in tutti i settori: edilizia, industria, trasporti. Sono a tutti noti, infatti, gli sprechi di energia dovuti all’inefficienza di abitazioni e servizi, fabbriche e sistemi di trasporto pubblico e privato.
M5S ritiene inoltre fondamentale produrre energia con sistemi che utilizzino soprattutto le cosiddette “fonti rinnovabili a basso impatto ambientale”: sole, acqua, suolo e vento.
L’uso prevalente di energia prodotta da fonti rinnovabili a basso impatto ambientale, sarà reso possibile dalla riduzione dei consumi conseguente alla strategia di efficientamento di tutti i settori di consumo.
L’efficientamento energetico, sostenuto da politiche di incentivazione adeguate, costituisce sia un’opportunità di ripresa economica in un momento di grave crisi sia, assieme all’incremento della produzione di energia da rinnovabili, un fondamentale strumento di prevenzione primaria e miglioramento della salute.

PIANO ENERGETICO REGIONALE – LE NOSTRE PROPOSTE PER UN INNOVATIVO PIANO ENERGETICO REGIONALE

ADERIRE AL “PACCHETTO CLIMA ENERGIA 2030”: nel gennaio 2014 la Commissione Europea ha presentato il “pacchetto clima energia 2030, cui hanno già aderito vari paesi EU, nel quale si prevede di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 40% rispetto al 1990 entro il 2030, di raggiungere l’obiettivo dell’uso di almeno il 27% di energia prodotta da FER nel mix energetico europeo, di incrementare l’efficienza energetica del 30% entro il 2030

PROMUOVERE LA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI in tutti i settori (edilizia, industria e trasporti): promozione dell’efficientamento energetico e degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici; sostegno alle aziende che realizzino opere finalizzate all’efficientamento degli edifici ed alla produzione di energia da rinnovabili;

PROMUOVERE L’USO DI FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI A BASSO IMPATTO AMBIENTALE: promozione del solare termico e fotovoltaico, dell’idroelettrico (dove possibile), del mini e micro-eolico (per applicazioni a fini di auto-produzione), della geotermia a bassa entalpia e della cogenerazione; promozione dell’uso di sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili pulite finalizzata all’autoconsumo negli edifici privati; adozione di sistemi per la produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili pulite dedicati al soddisfacimento dei consumi degli edifici pubblici; promozione di gruppi di acquisto di impianti per energie rinnovabili pulite;

NON PREVEDERE FORME DI INCENTIVAZIONE DELLE RINNOVABILI TERMICHE E  DELLE AGROENERGIE; previsione di uso di biomasse e biogas ALLA produzione di energia elettrica PER solo autoconsumo, purché alimentate da scarti aziendali propri e con divieto di uso di rifiuti e colture dedicate;

VIETARE L’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI DI INCENERIMENTO DI RIFIUTI E CSS;

AZIONI PER MIGLIORARE L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

  • incentivare la progressiva sostituzione degli elementi illuminanti della pubblica illuminazione e degli impianti semaforici con elementi a basso consumo e lunga durata e conseguente abbattimento degli elevatissimi costi di gestione;
  • garantire l’accesso a finanziamenti agevolati in conto interessi e fondi rotativi per interventi di recupero e riqualificazione energetica;
  • realizzare opere sperimentali pubbliche nel campo dell’efficientamento energetico e promuovere la realizzazione di quelle private;
  • introdurre la variabile energetica nella pianificazione urbanistica (urbanistica sostenibile);
  • introduzione di normativa premiale per incentivare la riqualificazione energetica complessiva (sistema edificio-impianti) del patrimonio edilizio esistente, per mezzo dell’attribuzione di un volume edificabile equivalente al volume riqualificato energeticamente da utilizzare sul posto o in aree di PRG dedicate recuperate all’edificabilità tradizionale. Il nuovo volume dovrà essere a consumo di energia quasi zero secondo la Direttiva 31/2019 EU;
  • sostenere i processi volontari di miglioramento delle prestazioni energetiche;
  • attivare percorsi informativi e formativi per cittadini e studenti all’uso consapevole di edifici e risorse energetiche, istituzione di eventi dimostrativi e giornate di studio;

ADEGUAMENTO DEI CANONI CONCESSORI IDROELETTRICO ai livelli di altre regioni come l’Abruzzo e il Trentino Alto Adige, reinvestendodirettamente sui territori dove sono collocati i siti di produzione. Rimodulazione in base al calcolo della potenza effettiva e non di quella nominale. Possibilità di partecipazione diretta della Regione nella produzione dell’unica energia pulita al 100% e non de localizzabile.

NO GASDOTTO BRINDISI MINERBIO

NO ALLA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI EOLICI SUI CRINALI APPENNINICI E AL FOTOVOLTAICO SUI TERRENI AGRICOLI E SUI DORSI DELLE COLLINE a difesa del valore assoluto e imprescindibile che il paesaggio ha sulla qualita’ della vita delle popolazioni insediate e come ogni sua alterazione sia una ‘perdita di significato’ culturale nella lettura di un territorio.

M5S PROMUOVE LA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI IN TUTTI I SETTORI E LE RINNOVABILI (VERE)

L’inquinamento dell’aria uccide, ben al di sotto dei limiti imposti dalla legge, sia all’esterno come al’’interno degli edifici. Lo studio Escape , studiando 360.000 residenti in grandi città di 13 paesi europei, ha evidenziato come ad ogni aumento nella media annuale nelle pm 2,5 di 5 µg/m³ corrisponda un rischio di morte non accidentale del 7%. Molti studi nazionali ed internazionali evidenziano inoltre come esistano relazioni dirette tra l’inquinamento dell’aria indoor e l’insorgenza di patologie legate ad alterazioni dei meccanismi immunitari, a processi infettivi ed a tossicità diretta. Tutto ciò assume particolare gravità e rilievo nel caso di popolazione molto giovane o anziana.

Nel Piano Regionale della Qualità dell’Aria, si evidenziano come fonti inquinanti prevalenti il riscaldamento domestico, in particolare la combustione della legna, il trasporto stradale e la produzione di cemento. Il Piano si pone come obiettivo (soprattutto) la riduzione della concentrazione delle polveri sottili nelle aree urbane di Perugia, Terni e Foligno, degli ossidi di azoto nella aree urbane di Perugia e Terni, dell’ozono sul’’intero territorio regionale. A tal riguardo si sottolinea come risulti assai poco credibile la considerazione della combustione della legna, come fonte inquinante prevalente nell’ambito della produzione delle polveri sottili, ciò in particolare alla luce della contemporanea indicazione della massima concentrazione di tale fonte nei maggiori centri urbani nei quali, come è ovvio, l’uso di tale combustibile non risulta certamente prevalente. Mentre decisamente sottovalutato appare, in termini comparativi, sia l’apporto del trasporto stradale, sia ilcomparto industriale e dei grandi impianti di produzione di energia da fonti non rinnovabili o rinnovabili non inquinanti. Gli obiettivi del Piano dovrebbero essere raggiunti attraverso interventi sul sistema dei trasporti urbano ed extra-urbano, sulla logistica del trasporto merci e sul riscaldamento domestico. Per i trasporti è prevista la riduzione e/o la chiusura al traffico della aree urbane principali, per il riscaldamento il passaggio da caminetti e stufe tradizionali a sistemi ad alta efficienza. Pur trattandosi di un Piano non sono previste misure operative per il raggiungimento degli obiettivi previsti, ma solo interventi di chiusura o interdizione al traffico senza il ricorso alla previsione di sistemi di trasporto e mobilità pubblica alternativi (salvo il generico potenziamento della tratta ferroviaria Perugia-Spoleto), o misure atte a favorire concretamente il rinnovamento dei sistemi di riscaldamento. Non un accenno al miglioramento della qualità dell’aria interna agli edifici, nessuna valutazione dell’impatto sanitario della situazione attuale e degli scenari proposti.

Il Movimento 5 Stelle propone un Piano e scenari operativi totalmente alternativi.

MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA – COME MIGLIOREREMO LA QUALITÀ DELL’ARIA: LE NOSTRE PROPOSTE

VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI SANITARI degli scenari di Piano in coerenza con il Programma M5S salute;

MISURE ED INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO DEI SISTEMI DI TRASPORTO in coerenza con il Programma M5S trasporti

USO GRATUITO DEI MEZZI PUBBLICI DOPO 3 GIORNI CONSECUTIVI DI SUPERAMENTO DEL LIMITE PM10 rispetto ai 50 µG/m³. Dopo la “svendita” di Umbria Mobilità, che ha sortito effetti devastanti sulle politiche di mobilità alternativa al mezzo privato, l’incentivazione all’uso del trasporto pubblico rimane la migliore strada percorribile per la riduzione delle emissioni, in particolare per sopperire alle emergenze invernali. In situazioni di emergenza ambientale quindi, il ricorso all’uso di mezzi gratuiti costituisce una misura concreta, operativa e non punitiva. È inoltre necessaria una comunicazione diretta e capillare tesa a far comprendere le reali entità del problema ed i danni potenziali cagionati alla salute umana;

ISTITUZIONE DI ZONE 30 NELLE NOSTRE CITTÀ: aumentiamo le aree di percorrenza a 30 Km/ora, partendo dalle quelle in prossimità dei complessi scolastici. Programmiamo una progressiva disincentivazione alla circolazione dei veicoli altamente inquinanti (norme EURO 0), adottando una strategia di supporto con mobilità pubblica alternativa e sostenibile;

ISTITUZIONE DI UN RIGIDO PIANO DI CONTROLLO DELLE EMISSIONI INDUSTRIALI, ed immediata apertura di tavoli di confronto per stabilire strategie al fine di abbattere le emissioni e la produzione di polveri. Indirizziamo la nostra azione verso una STRATEGIA ad IMPATTO ZERO;

MISURE ED INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO DEI SISTEMI EDILIZI E DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI NON INQUINANTI in coerenza con il Programma M5S energia;

PROMOZIONE DELL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI DI VENTILAZIONE MECCANICA, con funzione di approvvigionamento e ricambio continuo dell’aria interna, del tipo a temperatura controllata per ridurre i consumi energetici;

RADON, Adozione delle linee guida per la prevenzione dell’esposizione al gas radon in ambienti indoor confinati finalizzate a ridurre l’incidenza del tumore polmonare;

PROMOZIONE DI STUDI E RICERCHE, in collaborazione con Istituzioni Universitarie ed Istituti di Ricerca, finalizzati alla definizione di livelli qualitativi minimi dell’aria indoor degli edifici distinti per tipologia. Anche al fine della predisposizione di strumenti normativi innovativi dedicati.

M5S PROMUOVE LA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI IN TUTTI I SETTORI E LE RINNOVABILI (VERE)

Tutelare il suolo del nostro territorio vuol dire implicitamente difendere le altri matrici ambientali, che in un ottica di reciprocità influiscono direttamente sulla salute umana e degli ecosistemi. L’Umbria è disseminata da siti che hanno la necessità di esserebonificati.

Oltre alla presenza del SIN Terni-Papigno ci sono decine di siti di interesse regionale che richiedono un pronto intervento della Regione per essere messi in sicurezza. In questo quadro vanno aggiunte le discariche RSU, ormai colme fino all’orlo, che sono dei siti contaminati che dovranno essere bonificati. La presenza di Eternit disseminato in tutto il nostro territorio sarà la piaga dei prossimi anni con un incidenza dimesoteliomi che raggiunge numeri da record nel nostro territorio.

Ecco perché il nostro territorio deve essere tutelato e vanno rimediate le ferite ad esso inferte.

PIANO DI TUTELA DEL TERRITORIO – UMBRIA, REGIONE DA BONIFICARE

SITI DI INTERESSE REGIONALE (SIR), avviare concretamente il piano regionale di bonifica e messa in sicurezza dei siti avvalendosi degli strumenti di minor impatto ambientale. Favorire prioritariamente gli interventi in loco anche attraverso l’uso della fitorimediazione e del fito-capping e il riuso e il riciclo delle biomasse attraverso l’uso di essenze arboree che danno questa possibilità, come la canapa nel caso dei metalli pesanti.

AMIANTO La Legge 23 Marzo 2001 n.93 prevede che Regioni e Province Autonome provvedano ad effettuare la mappatura delle zone interessate dalla presenza di amianto. In Umbria tale compito è stato affidato all’Arpa che ha provveduto a censire sia gli edifici pubblici che quelli privati. Purtroppo a questa iniziativa non è stato dato seguito con la bonifica. Il M5S vuole:

  • Redigere un Piano Regionale Amianto con l’obiettivo di dare risposte concrete e definitive al problema dell’amianto in Umbria;
  • Censire la presenza di amianto sul territorio regionale, individuando i siti prioritari da bonificare;
  • Semplificare l’azione amministrativa ed gli indirizzi per la rimozione e raccolta di piccole quantità di materiali contenenti amianto, provenienti da utenze civili finalizzate ad evitare pericolosi smaltimenti abusivi a calmierare i prezzi per la rimozione e lo smaltimento di materiali contenenti amianto;
  • Informare, sensibilizzare e formare la sensibilità ambientale dei cittadini chiamandoli a diventare parte integrante del Piano favorendo e promuovendo atteggiamenti corretti e sostenibili. Attraverso un’opportuna azione d’informazione e sensibilizzazione diventano essi stessi controllori dello stato di degrado dei manufatti contenenti amianto;
  • Le singole amministrazioni comunali, anche in virtù delle proprie funzioni di “tutela dell’igiene, della salute, della sicurezza e dell’incolumità pubblica”, dovranno presentare un programma di rimozione dell’amianto partendo dagli edifici adibiti a scuola;
  • Censimento delle imprese che svolgono attività di smaltimento e bonifica dall’amianto;
  • Pubblicazione dei listini delle Imprese specializzate ed autorizzate alla rimozione, trattamento e smaltimento di amianto ed eventuali convenzioni.

DISCARICHE SITI DA BONIFICARE, invertire la tendenza al collasso e all’ampliamento delle discariche attraverso sistemi innovativi di bonifica. Le discariche dei rifiuti solidi urbani e quelli industriali sono miniere urbane colme di materie prime seconde;

ZERO INDUSTRIAL WASTE, stop all’ampliamento delle discariche industriali si a processi di riciclo degli scarti all’interno dei processi di produzione. Attraverso il sostegno a politiche di innovazione ambientale pianifichiamo un intervento su tutti i siti industriali al fine di accompagnare le proprietà ad adottare sistemi circolari che non prevedano la creazione di rifiuti;

ATTIVITÀ ESTRATTIVE E CONSUMO DEL TERRITORIO, programmare l’estrazione sulla base dell’effettivo bisogno regionale, per limitarne nuove coltivazioni e promuovere il riciclaggio di rifiuti inerti provenienti dalle costruzioni come già accade nella maggior parte dei Paesi europei. Aumentare i canoni di estrazione e definire criteri più restrittivi in materia di controllo in merito al recupero ambientale delle cave.  In Umbria ci sono 97 cave attive e 77 cave dismesse o abbandonate. Troppe per una regione piccola come l’Umbria. Purtroppo la disciplina delle attività estrattive in Italia è regolata ancora oggi dal Regio Decreto 29 Luglio 1927 nº 1443. Da allora non vi è più stato un intervento normativo nazionale che determini criteri unici per tutto il Paese.

DIAMO VOCE E STRUMENTI AI CITTADINI CHE DIFENDONO I LORO TERRITORI

Centinaia di comitati sono nati nelle nostre città come forme di auto-organizzazione di fronte alla sordità della politica. I meccanismi previsti nei processi decisionali collocano i cittadini a valle delle scelte, attraverso una strategia di gestione del consenso che esula da qualsiasi forma di partecipazione attiva.

Difendere la propria terra e poter far valere le proprie ragioni è un diritto che nessuna governance del territorio può escludere. Il M5S vuole mettere i cittadini al centro dei processi decisionali:

  • CONTROLLO PARTECIPATO DEL TERRITORIO, dotiamo i cittadini degli strumenti necessari a difendere se stessi e la comunità, istituiamo un numero verde per le denunce e le segnalazioni di crimini e disastri ambientali, elaboriamo un manuale di comportamento in caso di incidenti tutelando i cittadini dal rischio industriale;
  • APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE DI AARHUS, diamo concreta possibilità di accesso alle informazioni riguardo richieste ed iter autorizzativi, costruiamo processi decisionali a monte delle scelte politiche sulle tematiche ambientali;
  • APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE Come indicato nella cosiddetta direttiva Seveso nel caso di incidenti o sospetti disastri ambientali il M5S applicherà un criterio precauzionale per difendere la tutela della salute dei cittadini.

DIAMO VOCE E STRUMENTI AI CITTADINI CHE DIFENDONO I LORO TERRITORI

Negli ultimi 10 anni in Umbria si sono consumati 40.000 ettari di territorio, in una regione con una superficie di 8.456 Kmq di cui circa il 30% sono aree montane quello del consumo di suolo è un dato allarmante. L’abbandono dei centri storici ed il degrado ambientale sono problemi reali della nostra Regione.

Bisogna ridare vita ai nostri borghi, fulcro di cultura e tradizione, ed incentivare il ripopolamento di questi, intervenendo in processi finalizzati a garantire la permanenza, il ripristino delle condizioni di vitalità e sostenibilità socio-economica, culturale ed ambientale, e di qualità urbana. Nel corso degli anni sono state lasciate coesistere aree industriali e residenziali o aree industriali e agricole che comportano un notevole rischio per la salute e la sicurezza dei cittadini.

URBANISTICA PARTECIPATA E CONSUMO DI SUOLO ZERO – IL FUTURO ASSETTO URBANO DELL’UMBRIA

OBBIETTIVO CONSUMO DI SUOLO ZERO Inserire nella legge Urbanistica l’obiettivo consumo zero di nuovo suolo agricolo e farlo rispettare nei PRGC e Varianti oggetto di Conferenza di Copianificazione, con riuso e rigenerazione dell’edificato abbandonato nel territorio.

CATASTO DEGLI USI E DELLA QUALITÀ DEL SUOLO Predisposizione di un “Catasto degli usi e della qualità del suolo”, atto a quantificare e localizzare, oltre alle superfici agricole o comunque con suolo naturale, anche quelle che sono passibili di miglior utilizzo o riuso, in quanto sottoutilizzate o dismesse, tra le aree comunque urbanizzate

URBANISTICA PARTECIPATA. Rendere il processo decisionale di approvazione degli strumenti Urbanistici realmente democratico e partecipativo.

AGGIORNAMENTO PIANI REGOLATORI. Aggiornare i PRGC sulla base dell’effettivo fabbisogno dei Comuni; ampliamenti della capacità insediativa nei soli casi di effettiva necessità (previo censimento obbligatorio degli immobili inutilizzati). Uguale per varianti parziali per ampliamenti.

RISCHIO IDROGEOLOGICO. Rispetto e tutela del territorio attraverso interventi ed una pianificazione che tenga conto del rischio idrogeologico.

COMPLETAMENTO DEL PROCESSO DI RICOSTRUZIONE DOPO IL SISMA DEL 1997 e successivi a norma della legge 61/98 Fasce “N” e “G”

DIFESA DEL PATRIMONIO. Aumento dei finanziamenti per il restauro e la valorizzazione del patrimonio di valore storico e culturale.

VALORIZZAZIONE DEGLI EDIFICI PUBBLICI. Recuperare, mettere in sicurezza e ristrutturare edifici pubblici anche come destinazione a edilizia convenzionata.

CO- HOUSING Istituzione di bandi per incoraggiare il co-housing;

PIANO DI ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE. Obbligare i comuni ad approvare ed attuare il “piano di abbattimento delle barriere architettoniche”, strumento che ha la finalità di conoscenza delle situazioni di impedimento, rischio ed ostacolo per la fruizione di edifici e spazi pubblici.

RISCHIO SISMICO. Necessità di approfondire le Norme Tecniche delle Costruzioni a scala urbana, con una lettura sistemica del rischio sismico esteso al centro storico

RICONVERSIONE. Promuovere i concorsi di progettazione, come previsto dal “Disegno di Legge sulla qualità architettonica” approvato dal Consiglio dei Ministri il 19/11/2008, per riqualificare le zone degradate e le aree dismesse attraverso piccoli e grandi interventi.

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