Già dai primi giorni della campagna elettorale il M5S ha portato alla luce la gigantesca QUESTIONE MORALE che attanaglia l’Umbria ormai da decenni. Una vera e propria cappa che impedisce lo sviluppo della nostra Regione preda di interessi privatistici lontani anni luce dal bene comune e dagli interessi dei cittadini. Le operazioni di polizia avvenute nel’’ultimo anno hanno certificato incontrovertibilmente la presenza dominante delle organizzazioni criminali della ‘ndrangheta e della camorra, mentre le indagini svolte su Mafia Capitale hanno sottolineato la diretta correlazione fra il malaffare politico-affaristico romano e il nostro territorio.
Impossibile non ricordare inoltre le parole arroganti dell’On. Giulietti in risposta alla PortaVoce Tiziana Ciprini: “L’on. Ciprini non conosce l’Umbria, pur essendo stata inconsapevolmente ed incolpevolmente eletta in questa regione. L’Umbria non è in mano alle mafie e al narcotraffico” , frasi che sono l’emblema di un approccio superificiale e minizzatorio che ha reso possibile questo sprofondamento della Regione.

CONTRO OGNI CONNIVENZA FRA LA POLITICA E LA CORRUZIONE. CONTRO I CONFLITTI D’INTERESSE E IL CLIENTELISMO. L’EVOLUZIONE DELLA CARTA DI PISA.

La Carta di Avviso Pubblico è un codice etico che va oltre i buoni propositi e impegna concretamente gli amministratori locali ad applicare nella quotidianità i principi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione.

Redatta da un gruppo di lavoro di esperti, giuristi, funzionari pubblici e amministratori locali – coordinato dal Prof. Alberto Vannucci – che hanno rivisitato e aggiornato la Carta di Pisa.

]LOTTA SENZA QUARTIERE ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E ALLE INFILTRAZIONI MAFIOSE. CACCIAMO I MAFIOSI DALLA NOSTRA REGIONE

Impediamo che l’Umbria sia il territorio di conquista della criminalità organizzata nazionale ed internazionale. La nostra Regionenon è più un’isola felice.

Recuperiamo l’integrità del nostro territorio e proteggiamo le nostre imprese, bloccando gli investimenti fatti con denaro riciclato. Pienacollaborazione con la magistratura per le azioni di controllo e repressione. Chiudiamo le porte alle ecomafie.

LE MAFIE IN UMBRIA: UNA REALTÀ ALLARMANTE – FUORI LE MAFIE DALL’UMBRIA!

POTENZIAMENTO DELL’OSSERVATORIO REGIONALE PERMANENTE ANTIMAFIA implementato dalla partecipazione dei Prefetti, delle forze dell’ordine, delle autorità giudiziarie e delle associazioni al fine di:

– fornire regole e contrastare il possibile inquinamento delle attività delle amministrazioni locali e quindi il potere che le organizzazioni criminali possono acquisire nelle nostre città;

– indirizzare l’Assemblea Regionale  nella predisposizione di idonei e incisivi strumenti per contribuire alla prevenzione e al contrasto del radicamento delle associazioni di tipo mafioso, anche attraverso l’analisi delle modalità di affidamento delle licenze di apertura degli esercizi commerciali e in particolar modo nelle licenze di costruzione;

– dare mandato agli uffici preposti di richiedere il certificato antimafia a tutte le imprese affidatarie e sub affidatarie di appalti, forniture e servizi;

– monitorare puntualmente le attività delle Amministrazioni comunali nel settore dell’edilizia privata, principalmente seguendo l’evoluzione dell’attività del PRGC;

– analizzare le pratiche relative a persone fisiche e giuridiche inquisite in indagini sulle organizzazioni di stampo mafioso e/o di corruzione che hanno o hanno avuto rapporti con la Regione, previa analisi dei contratti pregressi;

– promuovere la cultura della legalità democratica e dell’antimafia come elemento fondamentale per la crescita sociale, civile, economica;

– attivare interventi qualificanti per il contrasto allo spaccio di droga, sfruttamento prostituzione, gioco d’azzardo, abusivismo commerciale ed edilizio;

– proporre protocolli d’intesa con Camera di Commercio, pubbliche Amministrazioni, ordini professionali, sindacati, enti e associazioni;

– promuovere percorsi di formazione per amministratori pubblici e favorire iniziative di educazione alla legalità;

– definire indirizzi e proporre eventuali modifiche, nel rispetto delle normative vigenti, riguardanti le procedure di gare d’appalto di opere pubbliche, contratti di servizio e fornitura di beni;

– visionare gli atti di aggiudicazione di gare d’appalto di opere pubbliche, contratti di servizio e fornitura di beni, in modo da segnalare eventuali situazioni non conformi;

– segnalare all’assemblea regionale  eventuali violazioni del Codice Etico per gli amministratori locali, sancite nella Carta di Avviso Pubblico.

A SOSTEGNO DELLE IMPRESE E DEI CITTADINI VITTIME DI ESTORSIONE. Ad adoperarsi al fine di individuare gli strumenti e i criteri volti a garantire un supporto informativo, psicologico, legale ed economico a vantaggio e tutela di coloro che, direttamente o indirettamente, sono vittime della criminalità organizzata e della delinquenza comune.

LA REGIONE SI COSTITUISCE PARTE CIVILE in eventuali e non auspicabili processi riguardanti delitti di mafia e di criminalità organizzata, previsti dall’art. 416-bis del codice penale, e per i delitti di usura e/o delitti di estorsione, che dovessero interessare il territorio.

PROMOZIONE DELLA CULTURA DELL’ANTIMAFIA all’interno dei percorsi educativi e scolastici ma anche all’interno delle iniziative culturali della Regione. Contattare lo staff della Guzzanti e i presidi di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado dell’Umbria, per promuovere la proiezione del film “La Trattativa” e un dibattito aperto, invitando per l’occasione, i componenti della commissione parlamentare antimafia di tutte le forze politiche. Inviare una lettera di solidarietà a nome del Presidente della Giunta Regionale, al P.M. Nino Di Matteo, per le minacce di morte ricevute da Totò Riina e Cosa Nostra e sviluppare azioni per dimostrare la piena vicinanza della nostra comunità alla lotta alla mafia.

AZIONI MIRATE E STRUMENTI PER LE AMMINISTRAZIONI LOCALI AL FINE DI GARANTIRE LA SICUREZZA E LA VIVIBILITÀ DELLE NOSTRE CITTÀ.

Interi centri e quartieri presi di mira dalla micro-criminalità. I furti sistematici sono la goccia che fa traboccare il vaso. Oltre alla crisi economica e alle tasse salate, noi cittadini, siamo costretti a pagare il dazio alla criminalità dilagante che intacca i nostri beni.

Vogliamo costruire una rete fra le forze dell’ordine e la comunità. Vogliamo che le istituzioni vivano sotto casa a difesa del cittadino. Vogliamo che le forze dell’ordine siano supportate al massimo nell’azione di controllo del territorio, nella prevenzione dei reati. Basta lassismo, basta buonismo, chi sbaglia paga e paga il giusto.

STRUMENTI PER LA LOTTA ALLA CRIMINALITÀ

VIDEOSORVEGLIANZA sostegno economico allo sviluppo e alla ristrutturazione di reti di videosorveglianza nei luoghi sensibili, i parchi pubblici e gli spazi circostanti gli edifici scolastici. Lavoriamo per un controllo permanente nei luoghi dove affidiamo i nostri cari: le strutture geriatriche, gli asili, le strutture per persone svantaggiate.

RAZIONALIZZAZIONE E POTENZIAMENTO DELLE FORZE DI POLIZIA LOCALI  potenziamento dei corpi delle polizie locali attraverso la riorganizzazione del personale delle province abolite nei comuni con più alto fattore di rischio sicurezza. Trasferimento di risorse ai comuni per l’assunzione di nuovo personale over 30 per favorire il ricambio generazionale, così come già fatto dalla Regione Emilia Romagna.

STRUMENTI DI AUTODIFESA IN DOTAZIONE ALLE FORZE DELL’ORDINE LOCALI reale formazione dei vigili nel controllo del territorio potenziando il loro equipaggiamento con lo spray urticante non lesivo, il bastone estendibile, il giubbetto e i guanti antitaglio al fine di garantire una piena sicurezza dei lavoratori e conseguentemente una maggiore efficacia negli interventi.

APP MOBILE SICUREZZA E NUMERO VERDE adozione di un numero verde regionale per segnalare situazioni di degrado e di vessazioni della microcriminalità. Sviluppo di una App Mobile gratuita scaricabile sul proprio cellulare in grado di segnalare la propria posizione e chiamate di emergenza veloci in caso di pericolo.

STIPULA DI UN PROTOCOLLO CON L’AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE PER LA TRASPARENZA E LA CORRETTA GESTIONE DEGLI APPALTI

Sulla scia di quanto fatto dalla Regione Lazio con il protocollo “Cantone-Zingaretti” è necessario che la nostra regione approvi delle misure concrete per garantire una pulizia degli appalti che vada oltre gli obblighi di legge.

MISURE PER LA TRASPARENZA E LEGALITÀ NEGLI APPALTI – PULIZIA NEGLI APPALTI

VIGILANZA PREVENTIVA. La Regione sottoporrà alla valutazione preventiva dell’Autorità Nazionale contro la Corruzione la documentazione relativa a procedure di acquisto di beni, servizi e lavori effettuate da parte della Giunta Regionale e dalle società ed enti da questa controllati. Sulle iniziative a maggiore rilevanza economica, nei settori considerati più a rischio dalla cosiddetta legge Severino e quelle che costituiscono un modello avanzato e innovativo di acquisizione e consumo di servizi nella PA. Determine a contrarre, procedure di affidamento bandi di gara, capitolati, schemi di contratto, nomine dei commissari e di costituzione della commissione giudicatrice.

DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI AMMINISTRATIVI E DELLA SPESA. Digitalizzazione completa del processo di acquisti di beni e servizi. E attualmente si sta costruendo anche un albo elettronico dei fornitori, che prevede una rotazione delle aziende e una “white list” con cui si privilegiano le aziende virtuose.

TUTELA DEI WHISTEBLOWER sarà data la possibilità ai dipendenti che vedono irregolarità di denunciarle all’autorità, con la garanzia della riservatezza.

LOTTA CONTRO LE FRODI E LA CORRUZIONE NELLA GESTIONE DEI FONDI EUROPEI. Introduzione di un sistema di controlli e misure per  prevenire fenomeni di corruzione nella gestione e nell’utilizzo delle risorse europee. Messa a sistema di misure per contrastare la corruzione e la frode nel settore dei fondi strutturali e di investimento, in particolare rispetto alla redazione dei bandi e alla scelta dei contraenti.

ROTAZIONE DEI DIRIGENTI E DEI FUNZIONARI. Rotazione progressiva completa dei direttori e dei dirigenti. Rinnovamento completo dei vertici nei settori sensibili e di chi ha funzione ispettive.

FORMAZIONE DEL PERSONALE. Implementazione e potenziamento dei corsi attraverso la Scuola di Amministrazione Umbra rivolti a tutto il personale in materia di anticorruzione e trasparenza.

OLTRE LE LOGICHE SPARTITORIE DELLA POLITICA VERSO UNA GESTIONE CONDIVISA DELLA POLITICA E DELLA COSA PUBBLICA

Invertire e capovolgere la logica delle spartizioni politiche delle poltrone attraverso criteri meritocratici che mettano al centro lecompetenze e la qualità delle umane risorse.

OLTRE L’INCANCRENIMENTO DEI PARTITI E IL CLIENTELARISMO
  • SELEZIONE DEGLI ASSESSORI DELLA GIUNTA REGIONALE M5S TRAMITE CURRICULUM. Sceglieremo gli assessori su principi di meritocrazia e competenza in base ai curricula pervenuti e valutati dal Presidente della Regione Umbria Andrea Liberati.
  • STOP NOMINE POLITICHE, NOMINA TRAMITE CURRICULUM DELLE CARICHE DELLE AGENZIE E DELLE AZIENDE REGIONALI .Sceglieremo tutte le figure la cui nomina è di competenza della Giunta e dell’Assemblea regionale tramite la scelta pubblica e trasparentesuccessiva ad avvisi pubblici che aprano alla presentazione dei curricula.

REFERENDUM SENZA QUORUM E MAGGIORE ACCESSIBILITÀ ALLE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE. VINCOLIAMO LA POLITICA A DISCUTERE SULLE PROPOSTE DEI CITTADINI

L’unico strumento per difendere la cosa pubblica dagli interessi privatistici è il controllo sociale dei cittadini sull’attività dei propri amministratori politica.

La partecipazione diretta deve essere favorita attraverso tutti gli strumenti normativi e tecnologici, al fine di rendere ogni amministratore responsabile del suo operato di fronte ai cittadini.

  • PIATTAFORMA OPEN REGIONE. Adesione alla piattaforma Openpolis e sviluppo sul modello di Open Parlamento della piattaforma Open Umbria in cui sia possibile monitorare tutte le attività dell’Assemblea legislativa Regionale e dei singoli consiglieri: presenze, proposte di legge presentate, atti, interrogazioni e voti sui singoli atti.
  • REFERENDUM PROPOSITIVO E QUORUM ZERO. Introduzione agli interno degli istituti di partecipazione dell’ordinamento della Regione del Referendum propositivo ed eliminazione del quorum.
  • DIMEZZAMENTO DELLE FIRME NECESSARIE ALLA PRESENTAZIONE ED OBBLIGO DI DISCUSSIONE SULLE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE. Portare da 3000 a 1000 il numero di firme necessarie alla presentazione di una legge di iniziativa popolare. L’Assemblea Regionale avrà l’obbligo poi di dibattere e di esprimersi in merito alla proposta presentata dai cittadini.

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